Pistoia: un piccolo gioiello alle porte dell’Appennino

È davvero incredibile come in Italia ovunque si guardi si scoprono dei tesori. Questo è particolarmente vero nell’ultimo periodo, che fra i tanti aspetti negativi, ci ha se non altro dato l’opportunità di focalizzarci meglio sul nostro paese e prendere in considerazione mete a lungo rimandate o addirittura mai considerate. È il caso per me di Pistoia, una piccola città della Toscana, al confine con l’Emilia Romagna. Chissà quante volte l’ho superata senza mai fermarmi! Stavolta però mi serviva una meta facilmente raggiungibile, da visitare in giornata da Livorno, con mia mamma, e Pistoia si è dimostrata quella perfetta. Certamente chiunque la conosce, ma è una meta forse di “seconda categoria” (mi si passi la definizione) negli itinerari toscani, dal momento che non mancano certo le città di interesse storico e artistico. Così, nel primo sabato della storia libero dal lavoro ho ovviamente deciso di fare una gita fuori porta e di dedicarmi alla scoperta di questa graziosa città.

Visitare Pistoia è molto semplice e piacevole. Ogni piazza è provvista di totem esplicativo con in evidenza gli edifici principali e relative spiegazioni. Il punto informazioni turistiche ha un idoneo orario di apertura (tutti i giorni 9-13 e 15-18), i musei sono ben tenuti e ben connessi fra di loro e nella piazza del Duomo quel pomeriggio stavano allestendo il palco per uno degli eventi del famoso Pistoia Blues Festival. Insomma, un bel circuito culturale ed una buona valorizzazione per una città di circa 90 mila abitanti, contro i 160 mila di Livorno… Ed in questo c’è tutta un’aperta volontà di critica nei confronti della mia città, così potenzialmente altrettanto bella e interessante e tanto mal organizzata, poco valorizzata e sciatta. Ma critiche a parte, veniamo a Pistoia, detta anche la Firenze in miniatura, per via della somiglianza di alcuni spazi pubblici con il capoluogo: la piazza principale con il grande Duomo sovrastato da una rossa cupola, le numerose chiese a strisce bianche e verdi ed il vecchio ospedale che tanto ricorda lo Spedale degli Innocenti di Filippo Brunelleschi. Perciò di seguito troverete un resoconto di tutto quel che so può fare e vedere a Pistoia in un giorno.

Il mercato e il Museo dello Spedale del Ceppo

Parte proprio da qui la nostra visita di Pistoia. Siamo arrivate abbastanza presto, i musei aprono alle 11.00, perciò per prima cosa abbiamo fatto una passeggiata fino ad imbatterci nel mercato che si tiene ogni mercoledì e sabato mattina nella piazza del Duomo e fatto un po’ di shopping. Il mercato è molto carino e la location è molto bella.

Alle 11 in punto eravamo di fronte al Museo. Per incentivare una ripartenza dopo la prolungata chiusura, i musei di Pistoia sono attualmente tutti gratuiti. Il museo dello Spedale del Ceppo è ospitato all’interno del vecchio ospedale, operativo fino al 2016. L’ospedale di Pistoia è fra i più antichi d’Europa ed ospitava anche uno dei principali manicomi della Toscana. Secondo la leggenda l’ospedale fu fondato da due coniugi pistoiesi ai quali apparve in sogno la Madonna che chiese loro di fondare un ospedale nel punto in cui avessero trovato un ceppo secco in fiore. Lo trovarono lungo il fiume Brana e qui costruirono un primo nucleo dell’ospedale, pensato per l’accoglienza degli infermi. In realtà pare che il vero ospedale venne realizzato nel 1286. Il museo è piccolo e curato alla perfezione. L’allestimento è estremamente coinvolgente, vista la costante presenza di pannelli interattivi a supporto della visita. Il percorso è diviso in due macro sezioni. La prima è dedicata al grande e magnifico fregio che orna la facciata dello Spedale. Questo fu realizzato dalla Bottega dei della Robbia e Buglioni; nel museo si illustra anche nel dettaglio come si realizzavano le ceramiche invetriate. La scultura in terracotta invetriata fu un’invenzione del Quattrocento di Luca della Robbia. La famiglia ne ebbe l’esclusiva fino all’apertura della bottega rivale di Benedetto Buglioni nel ‘500, il quale in qualche modo rubó il segreto della terracotta ai della Robbia. L’attività in realtà si estinse poi abbastanza presto, col successore di Benedetto, Santi Buglioni. La seconda sezione del museo è invece dedicata all’esposizione di ferri chirurgici esposti all’interno di teche che simulano i letti d’ospedale lungo l’antica corsia. In ognuno di questi letti-teche vi sono gli strumenti di una specifica branca: urologia, ginecologia, ortopedia ecc.

Pistoia Sotterranea

Occorre meno di un’ora per visitare il museo ed è un’esperienza immancabile per capirne la storia ed il ruolo. Allo stesso modo ho trovato molto interessante la visita di Pistoia sotterranea. Questa si può fare solo con visita guidata, ha un costo di €10 e parte ogni giorno ad ogni ora dalle 11 in poi da Piazza Giovanni XXIII. Noi avevamo prenotato qualche giorno prima via mail, ma è possibile anche organizzare la cosa sul momento unendosi ai gruppi in partenza. Il tour (durata 50 minuti circa) prevede per prima cosa la visita al piccolo teatro anatomico. Si attraversano i vecchi padiglioni ormai in disuso per giungere nel cortile dell’ospedale, in un certo stato di abbandono, e qui si varca la soglia del più piccolo teatro anatomico al mondo. Il vero ingresso a Pistoia sotterranea avviene però in Piazza san Lorenzo, da dove si scende un poco sotto terra; in realtà non si cesserà mai di vedere il cielo dalle grate sul soffitto. Il più interessante degli aspetti di Pistoia sotterranea è che si cammina letteralmente lungo il percorso di quello che un tempo era il fiume Brana, oggi non più presente, poiché deviato per farne il fossato lungo le mura cittadine. Il fiume era di vitale importanza per la città; esso, pensate, era la discarica dell’ospedale. Qui venivano gettati i contenitori di ceramica utilizzati per dare da bere e somministrare farmaci ai malati, poiché si pensava che il fiume trasportasse via lontano i rifiuti. Contemporaneamente le donne qui lavavano i panni, perciò potrete capire come questo contribuisse al diffondersi delle epidemie. Lungo il percorso oggi ci sono dei pannelli esplicativi per capire quale settore del vecchio ospedale si trovasse in superficie. Anche sotto terra poi sono indicati i nomi delle strade per non perdere mai l’orientamento.

Il museo del Novecento e del Contemporaneo

Ci sono molti musei di grande interesse a Pistoia. Uno di questi è il museo d’arte contemporanea, occupante gli antichi spazi di Palazzo Fabroni, proprio di fronte alla bellissima chiesa di Sant’Andrea. Esso ospita oggi una collezione di artisti operanti dagli anni ’20 in poi, fra i quali i pistoiesi Marino Marini e Mario Nigro ed una meravigliosa opera site-specific di Claudio Parmiggiani, realizzata nella sala conferenze. Fino a poco tempo fa esisteva anche la possibilità di visitare la Fondazione Marino Marini, che però purtroppo è al momento chiusa; per questo alcune opere sono state spostate ed esposte proprio nel museo del Novecento. Altre sculture del grande artista ornano gli spazi pubblici della città, fra cui il cortile interno del palazzo del Comune.

Altri importanti musei a Pistoia: il Museo Civico di Arte antica nel Palazzo degli Anziani, Palazzo Buontalenti, Palazzo de’ Rossi e l’antico Palazzo dei Vescovi

Il centro: i nomi delle strade, le piazze e le chiese zebrate di Pistoia.

Una delle cose più interessanti di Pistoia sono i nomi delle sue strade, poiché costituiscono un vero e proprio documento storico. Essi ci raccontano di leggende, mestieri e curiosità legate proprio alla storia della città. Un esempio fra questi è Via delle Pappe in riferimento proprio alle pappe che in ospedale venivano date da mangiare agli ammalati. Ma ce ne sono molte altre dai nomi anche apparentemente buffi: Via abbia pazienza, Vicolo dei bacchettoni, Via delle belle, Vicolo malconsiglio ecc. Vie, vicoli e viuzze poi, conducono da una piazza all’altra, in un viaggio attraverso il tempo e alla scoperta di numerosi tesori d’arte.

Sulla piazza principale si affacciano la cattedrale di San Zeno, il Battistero e l’Antico Palazzo dei Vescovi, oggi sede museale. La presenza della Cattedrale con l’alto campanile e del Battistero, tutti ricoperti con i classici marmi bianco e verde toscani, rendono immediato l’accostamento con Firenze. A mio avviso però, la piazza più bella della città è Piazza della Sala, sulla quale si affacciano numerosi ristoranti e attività. Le botteghe occupano gli antichi spazi dei loro antenati, allestendo la merce sui banconi in pietra, coperti da tettoie in legno dal sapore medievale. Qui, da secoli si vendono cibo e prodotti; ce lo dicono ancora una volta i nomi delle strade: via del Cacio, piazza degli Ortaggi e via Stracceria. Al centro della piazza poi si nota un pozzo sovrastato da un architrave con la scultura di un leone. Sul fregio dell’architrave troviamo dei simboli: il giglio di Firenze, uno scudo a scacchi, simbolo del comune di Pistoia, e la Conchiglia, in memoria del patrono di Pistoia. Inoltre, questa piazza era, in epoca longobarda, sede del palazzo del potere pubblico, trasferito successivamente nella piazza del Duomo. Altre piazze di interesse sono Piazza di Sant’Andrea, Piazza dello Spirito Santo e Piazza della Sapienza.

Fiore all’occhiello di Pistoia sono infine le sue chiese zebrate, così chiamate perchè rivestite esternamente di marmo bianco di Carrara e marmo verde serpentino di Siena. Oggi chiunque le chiama così, ma esse furono così definite per la prima volta da Giovanni Michelucci e successivamente da Bill Homes nel suo libro dedicato proprio alle chiese di Pistoia. Queste sbucano ovunque, le si adocchia passeggiando, guardando in fondo ai vicoli; spuntano al di sopra dei tetti e si manifestano splendide in ogni piazza. Le più belle sono certamente il Duomo, il Battistero, la Chiesa di San Giovanni Fuoricivitas, così chiamata perchè un tempo essa sorgeva fuori dalle mura della città, la Chiesa di San’Andrea, che ospita il pulpito marmoreo di Andrea Pisano, ed infine, la Chiesa di San Bartolomeo. Passeggiando poi per Pistoia, si noterà come siano tantissimi gli elementi architettonici sparsi quà e là con questo motivo a strisce, che diventa un po’ il filo conduttore della città.

Dove parcheggiare

In ultimo, qualche indicazione pratica per chi giunge a Pistoia in auto. Ci sono diversi parcheggi intorno alla città che adottano la soluzione park&bus (costo 1,20€). Questo significa che si parcheggia la macchina e poi si utilizza un bus navetta che fa la spola con il centro. Noi abbiamo parcheggiato in una zona gratuita a soli 10 minuti a piedi dal centro, in via Giacomo Matteotti, l’ideale per spostarsi a piedi e a costo zero.

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