Un giorno nel Chianti: tra sculture nel verde e antichi borghi

Lo scorso Ferragosto, dopo essermi interrogata a lungo sul da farsi, ho deciso di dedicarmi ad una piccola parte del Chianti senese e visitare il Chianti Sculpture Park con il mio ragazzo Carlo e un paio di amici. La piccola premessa è che siamo tutti colleghi, quindi ci accomuna un intrinseco interesse per l’arte e la cultura in genere. Per visitare il Chianti sarebbero necessari diversi giorni e le tappe imperdibili sono moltissime, da San Gimignano, a Bagno Vignoni, dalla via Francigena, che a mio avviso, ha qui il suo miglior tratto toscano, alle innumerevoli cantine dove degustare vini famosi in tutto il mondo. Nel nostro caso l’innesco è stato proprio il Parco di Sculture del Chianti, a cui si abbina il Borgo d’Arte Contemporanea (B.A.C.) di Pievasciata, con pausa pranzo a Castellina in Chianti e una passeggiata per Monteriggioni.

Fra tutti i parchi di scultura presenti in Toscana questo era uno dei pochi che mancava alla mia lista! Il viaggio da Livorno al parco, che si trova a Pievasciata, dura poco più di due ore in auto, quindi ci siamo alzati di buon’ora – nel nostro giorno libero – e via! Al nostro arrivo lo spettacolo è incantevole. La biglietteria del Parco è ospitata all’interno di un container decorato ispirandosi alle celebri colorate opere di Mondrian e al suo interno è allestito anche un fornitissimo mini-shop del MOMA di New York. All’interno del Parco, numerose sculture di artisti provenienti da tutto il mondo, scandiscono una passeggiata di circa un chilometro, fra zone d’ombra nella foresta e piccole soleggiate radure. La visita si completa con l’ausilio di una audio guida sotto forma di app, che avevo scaricato a casa nei giorni precedenti. Il costo d’ingresso al Chianti Sculpture Park è di 10 € ed è aperto tutto l’anno dalle 10.00 in poi. Sebbene forse meno noto e gettonato rispetto alle molte altre attrazioni di quest’area, è un luogo che consiglio assolutamente di visitare. Inoltre, si presta bene ad una piccola deviazione da Siena che dista circa dieci chilometri dal Parco.

Per saperne di più sul Parco e le sue opere d’arte trovate qui l’articolo di Linda nella sezione dedicata ai miei guest blogger!

All’interno dello stesso progetto d’arte contemporanea si inserisce anche il B.A.C., che ha coinvolto il piccolo paesello di Pievasciata. All’installazione e realizzazione delle opere hanno infatti contribuito, non solo le istituzioni locali, ma anche le famiglie che qui vi abitano. Per tre chilometri, percorribili in auto, si possono ammirare alcune installazioni site-specific che si fondono con il paesino e con la campagna circostante, spettacolo che non potevamo perderci. Ad aprire la sequenza sono due enormi peperoni, uno giallo, uno rosso, fino all’opera I colori del Chianti, un tripudio di colori che lascia intravedere Siena in lontananza. Dopo una lunga sessione di selfie venuti male abbiamo lasciato il Parco e a questo punto, stando alle mie abitudini e al mio spiccato senso per il risparmio, avrei risolto la questione pranzo con un panino al volo, ma il mio ragazzo ha esigenze decisamente più altolocate delle mie, così ho accettato di trattarci bene e ho delegato a lui la scelta di un ristorante dove goderci al massimo questa esperienza. La decisione è ricaduta sull’ Osteria di Fonterutoli (poco distante da Castellina in Chianti), dove avevo prenotato un tavolo circa un paio di settimane prima. Scelta decisamente azzeccata! Quando si parla di ristoranti Carlo è decisamente più abile di me, e dopo il viaggio e la passeggiata di due ore non mi sono affatto pentita di avergli dato retta. Il menù è un elenco di prelibatezze che pone un’ardua scelta; infine ho optato per un carpaccio di anatra con una crema all’aglio nero che mi sognerò per il resto della vita, e dei deliziosi pici senesi allo stracotto. Cifra finale, comprensiva di vino, dolci e caffè, 40€ a testa; abbastanza onesta, sebbene decisamente fuori dai miei standard!

In conclusione ad una giornata perfetta abbiamo visitato l’antica cittadina medievale di Monteriggioni. Come molti piccoli borghi medievali toscani, Monteriggioni mantiene oggi il suo antico aspetto di castello e fortificazione. La cittadina venne infatti fondata nel Duecento, per volere della Repubblica di Siena, come avamposto di difesa dalla nemica Firenze. La città è circondata da una cinta muraria, visitabile al costo di 4€, che affaccia sulle magiche colline toscane.

Per chi avesse un po’ più di tempo, segnalo anche i seguenti punti di interesse in zona:

La Rocca di Staggia, antica fortificazione trecentesca, è oggi sede di numerosi progetti riguardanti l’arte contemporanea, spettacoli ed eventi culturali. La Rocca è visitabile solo tramite visita guidata. Qui il collegamento al sito: http://www.laroccadistaggia.it

La Fortezza Medicea di Poggio Imperiale a Poggibonsi, fortificazione non finita voluta da Lorenzo il Magnifico. Visitare il parco pubblico annesso è gratuito relativamente agli orari di apertura del parco. La fortezza, che domina la collina di Poggibonsi, è parte del Parco Archeologico di Poggibonsi.

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